La Rabbia.

di Roberta Sirignano

 

 

 

La via più semplice è sempre la migliore. La migliore a cui rinunciare.
Sotto il delirio la rabbia insistente discosta da tutto e riassume nel tutto.
Domenicamattina prende il ritmo senza dimenticarlo.
Domenicamattina.
Il gesto disegna il modo di dire che esprime sempre e solo voglia di spaccare mondi che non voglio gestire. E gestire la via più semplice è di nuovo l’avvenimento meno esponenziale che riesco a comprendere quando di ritmo rabbioso mi vesto e ogni involucro sistemerei nel suo spezzettarsi.
Sintomo. Di. Efficace. Vitalità.
Novità energica.
Essenziale.
Purezza sporca di assenza. Purezza disintegrata in nuova.
Purezza.
Nel fondo più fondo della voglia di prendere aria dal naso si nasconde quella di voler respirare in modo didattico responsabilmente c-o-n-s-a-p-e-v-o-l-e del fatto che sempre non serve.
Sempre non basta.
Sempre non gestisce.
Sempre non aiuta.
Espirandomi via cerco profumi di fresco che svaniscono nel nulla(a)cosmico dell’effluvio di un bagnoschiuma al sapore infinito di mandorle dolci.
Acqua disinibita fruscia dal rubinetto.
Neutra.
Integrale.
Analgesica.
Per dividere questo mezzo in mille espressioni allungo un dito lungo la via liquida che scroscia (solo) in apparenza.
La via più semplice è la migliore.
Quella utile a nascondere la verità del movimento.
La verità della sensazione prepotente.
(Solo) in apparenza divido le acque. Niente di più falso. Niente di più evidente.

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