Profezie e maledizione.

di Alessandra Piccolo

 

Bisogna muoversi veloci nella notte

– come un toro quando carica –

Quelle calde sere d’estate

In cui l’intero cosmo

Ti mostra il suo immenso dito medio

Dicono che andrà tutto bene,

che c’è un rimedio a tutto,

che non è poi così male.

Dicono di stare calmo

Di respirare

Di pensare.

Io penso e a volte respiro.

Ma la Calma è caduta in mezzo ad ali di gabbiano, nel 1999 a Galway

E i miei rimedi sono eretici e spavaldi

So che il bene è molesto e sleale

E che bisogna agitarsi come cani affamati alle porte della città

Ci vorrebbero millemila grembi d’elefante,

per contenervi tutti – piccoli uomini cubo-

La sua faccia l’ho incorniciata in un portafoto d’osso vivo e

lo combatto ancora come fosse vento.

Dicono di non agitarsi,

non perché non ce ne sia bisogno,

ma perché temono

e

pescano con ampie reti le paure di tutti i mari.

Svanisco veloce nella notte

Sono un pugile senza mantello

Il mio sudore vi raggiungerà a distanza di anni

Su di una nave da crociera,

mentre berrete Vodka Mule.

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