Le PAROLE del Poeta Sconfitto.

di Alex Bertelli

lei se ne và

il firmamento

tace,

tacciono i cannoni

il poeta è sconfitto

la sua ombra

ha vinto la partita.

!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

l’improvviso

!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

fra la gente gli odori,

forza della pizzica

fra le genti, umide

risorge il poeta

solo tre ore dopo:

“avevo un uccellino

ed è volato

avevo un amore

l’ho perduto

fiori di velluto

fiori di velluto”

già poeta,

l’hai imparato

il dizionario delle farfalle?

No.

prima che poeta,

sconfitto, sconfitto

e

l’amore

lo spiegano meglio

quelli là,

nella strada…

artisti!

(e piovono applausi ad innafiar i fiori sulla testa della regina del pratello)

26 ott

appunti dal treno:

il saluto estraneo

confonde addio e partenza,

una nuvola forviera

spoglia l’oscurità:

son illustri visi

ora! conosciuti i

sorrisi,

ladri di tempo!

che sfortuna, sgraziata creatura

il nostro incontro, su questa vettura

svaniranno le mie pene

se più in là si faran le tue vene,

sicchè del tramonto il più bel mese possa lodare a braccia tese:

“due cose mi riempiono l’animo di sempre novo,

cresciente stupore e timore reverenziale:

i cieli stellati sopra di me

e la legge morale dentro di me.”

quanto son vive le verdi colline di Hemingway

quanto miagolano nelle sue righe

mentre l’urlo di Ginsber è un cane furioso che abbaia

e ringhia a quelle verdi colline d’africa…bau bau grggrgrrrrrr..

appunti treno stop

non la locomotiva di una rivoluzione!

La locomotiva può partire

è la più grande possibilità che abbiamo.stop

siamo molti molti molti più di loro!!!

-loro chi???-

-loro caspita-

lororrrrrrrrrrooloooooooorrrrrrrooooooooololllloooorrrrrrroooooolooorrolorostop

chi è al potere alzi la mano

chi non lo è: gridi preeeeeeeeeeeeeseeeeeeeeeeenteeeeeeee!!!!!!!!!!

la rabbia gremisce le piazze

nell’autunno caldo di coraggio

manifesta col popolo in pezze

tra le vecchie bandiere del maggio

dai paeselli sperduti alle città

si squarci l’occhio delle cecità

nelle stanze dei bottoni avvelenate

dai mercenari della pecunia insultate.

quelle notti là a Genova..

giammai potrò sentirmi in famiglia

al fianco d’un cappello con la fiamma:

difensori della giustizia

alzando le mani senza pigrizia.

suda e piange di Genova il cuore

è la rabbia ad usurpar il dolore,

i giovani a scuola quella notte

gonfio massacro di bestie di botte.

Suda e piange di Genova il cuore

t’ho vista bruciare

ieri, ed ora

anneghi.

Domani nasceranno fiori

dal letame dai dolori

Fabrizio, zena è nel fango

l’italia all’ultimo tango..

bastar potrà la tua canzone?

(Lo so che pensi di no)

Spero che tu non abbia ragione!

6 novembre

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