Ammonimento Artaudiano. (Willy Zini)

di Willy Zini
Piovevano dal cielo neonati infuocati
come miliardi di gocce d’ambra
rossa – vino nel calice dorato
che ritorna Vite – sangue degli dèi
venuti e fuggiti:
“i peli storcersi bucandomi la pelle
nelle ore vegliate incrostate e frantumate
in piangenti fatime-terroriste
che brancolano selvagge
tra i miei cunicoli cogitabondi
sul confine membratico dell’idiota
e del pazzo e la mano sfiora le corde
disarticolando il neofito pianto
senza il fatidico perché che riconcilia
l’essenza allo svolgersi del deterioramento
e riluce nell’immagine soffocata di quel
suono delicato: orge beate nel nome
dell’Onnivoro Terrore C-E-L-E-S-T-E !
I condizionamenti sfocano il fulcro,
ho viaggiato (forse) tra la vita e’l singulto –
sincero il cuore magma-parassita
che mi soffoca con i suoi vizi di speranza
al cloruro, al tritolo spermatico
spappolando le cartelle cliniche in orribili
fetori ed innalzandomi al cospetto
dell’Amore condannato a morire.
Così vivo nel cataclisma delle giunture
degli opposti, nel marcescente purgatorio
degli insani e dei pidocchi.
E così vedo che sfugge la divina fiaccola
del nostro appartenere alla morte,
vedo prosciugarsi la goccia d’umanità
dalle pompe motorizzate!”
Sereno là fuori l’oceano si è diradato
l’acqua è terra ed il vento fuoco.
I bambini hanno cessato di cadere
un grande ardere un grande ardere
è di nuovo
GLACIAZIONE!

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