Il buco. (F. Cane Barca)

di F.CaneBarca

ssshhh

stava allargandosi in piazza il buco, per me non ci andava mai nessuno, frenati da pattugliamenti costanti della municipale che multava persino i bevitori di acqua, anche i pastafariani, e poi qualche passante a sorpresa sbucando dai tombini: documenti! E le voci erano silenziate dalle ordinanze di quartiere che tendevano ad annullare ogni manifestazione di umana socialità dal pomeriggio fino alla mattino del giorno seguente. Ssshhh.

Qui una volta ci facevano la pista del ghiaccio d’inverno e i mercati d’estate fino a qualche giorno fa ci potevo vedere delle boliviane di Cochabamba amiche mie e tutte di nome Maria che suonavano dalle sette, quando finivano il turno in rosticceria, fino a quando la polizia non le mandava via in malo modo, loro, il giorno dopo se ne fregavano e tornavano, e poi ci stava qualche spacciatore che sostava in turno da queste parti, al mattino sopratutto, e dopo la storia del buco nemmeno le mosche ci passano più.

Quel buco! Sempre più largo. L’avevano delimitata la zona dopo che alcuni cani ci erano finiti dentro.

Il raggio misurava pochi centimetri, un cerchio perfetto, lo so che era così perché in quel periodo tagliavo la piazza sempre in ritardo per andare al lavoro, e poi chi lo sentiva il socio, e non sempre avevo voglia di puntare in alto la testa, guardavo giù dritto come un ariete contando i minuti, guardavo giù anche quando passeggiavo con il cane, in quel periodo poi c’erano anche degli maledetti che spargevano crocchette avvelenate, e con il fido canino stavo sempre attento, anche se poi d’estate si è buttato dalla finestra durante un giorno caldissimo, si suicidò e non mi sono attribuito troppa colpa, stavo ascoltando Violetta Parra quando il cane ha detto basta a quella calura e da allora non l’ascoltai mai più, il cane lo infilai di notte nel buco, lì sarebbe risorto, o lì o da alcuna parte.

Il buco in un mese era arrivato a misurare un raggio di dieci metri, in una sola notte, la scorsa, è arrivato a venticinque, qui è iniziata l’evacuazione, io con i traslochi ho sempre avuto problemi e quindi non mi muovo, non si è ben capito che ci sia laggiù, hanno mandato sonde, telecamere a infrarossi, scimmie, cavie umane, un pullman (ma quello ci finì per sbaglio), e qualcuno organizzò dei suicidi collettivi accumulando un sacco di soldi, tal Manfredi, sta di fatto che ad una certa misura di bassezza, nel buco, i canali comunicativi con qualsiasi apparecchio vengono interrotti, le corde vanno giù all’infinito e risalgono tagliate di netto come fabbricate in quel modo.

Io sono sulla soglia, dalla finestra posso vedere il fondo nero, l’ho scelto io, mi ha convinto, e come non dargli retta, mi ha convinto il nuovo sindaco della regione, lui mi piace, dice che il buco inghiotte il mondo e lo porta altrove, al meglio, ha detto che l’unico modo per risolvere la questione è finirci dentro, svegli e ben coscienti, ammazzarsi prima non vale, e ho messo parte dei miei soldi nel fondo di costruzione periferica creato dal sindaco della ragione, che bravo lui, poco importa se ho causato così gran furia da parte dei miei eredi, io son oramai abbastanza vecchio e cosa me ne può interessare, se muoio di vecchiaia ha detto il sindaco che non potrò passare dall’altra parte, e così ci vado io, che comunque sono molto curioso, adesso ci vado, sveglissimo.

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